Comunicato del 5 agosto 2020

In relazione alle numerose richieste di chiarimenti pervenute ai comitati da parte della cittadinanza, ritengo opportuno comunicare, quanto segue:

Attività svolta dall’Ufficio del Commissario

L’Ufficio del Commissario ha sostanzialmente iniziato la propria attività il 2 gennaio 2020: in tale data si è preso possesso della sede, il COM di Acireale, con la presenza di 1 geologo e di un amministrativo part time. L’ufficio era dotato di 3 scrivanie e di nessun computer. Si è operato, pertanto, sino a fine febbraio con i computer portatili personali. Nei mesi successivi è stato comandato presso l’ufficio del Commissario altro personale, ad oggi composto complessivamente da 4 tecnici e 3 amministrativi part time sui 12 previsti.

L’attività svolta nel periodo gennaio/luglio, con personale ridotto e nonostante il periodo di lock down dovuto alla pandemia da covid-19, si è concretata così come segue:

  1. Ordinanze (n.1 del 21.01.2019 e n.2 del 07.01.2020), con le quali i Comuni terremotati sono stati autorizzati ad assumere personale part time, consentendo altresì il prolungamento di orario di parte del personale interno ed il relativo finanziamento. Nelle more dello svolgimento delle prove selettive alcuni Comuni, con fondi del Commissario, si sono avvalsi di consulenti (co.co.co.) che hanno collaborato in attività connesse al terremoto ivi compreso il CAS e le pratiche c.d. “25000 euro” di cui all’ordinanza del commissario dell’emergenza che, grazie al personale in parola, hanno avuto un forte impulso. La procedura di selezione e l’organizzazione del personale è di esclusiva competenza dei Comuni con l’unico limite costituito dalla obbligatorietà di svolgere solo attività attinenti al sisma;
  2. Organizzazione dell’ufficio con acquisto dei mobili, delle attrezzature informatiche e di quant’altro necessario al suo funzionamento (decreto n.6 del 04.02.2020);
  3. Ordinanza n.3 del 04.03.2020, con la quale sono stati erogati contributi ai Comuni per la prosecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti, così sopperendo al mancato versamento della TARI da parte dei terremotati;
  4. Ordinanza n.5 del 31.03.2020, con la quale sono stati concessi contributi per i danni alle scorte ed alle attrezzature subiti dalle imprese, esame delle istanze, richiesta di autorizzazione in sede europea e quindi nazionale con l’attribuzione di 3 differenti codici autorizzativi. All’esito della procedura si procederà rapidamente all’erogazione dei contributi;
  5. Ordinanze n.7 del 25.05.2020 e n.9 del 05.06.2020 con le quali sono previsti contributi per gli edifici destinati ad “abitazione principale” siti in zona distante da fagliazione superficiale del sisma 26 dicembre 2018 (c.d. ed “zona bianca”), con danni fino a 60000 euro oltre prestazioni professionali; l’ordinanza ha, allo stato, visto la presentazione di 2 sole domande nonostante le somme, al contrario di quanto potrebbe avvenire in seguito, siano immediatamente disponibili;
  6. Ordinanze n.8 del 04.06.2020 e n. 12 del 22 luglio 2020, con le quali si concedono contributi per la riparazione/ricostruzione di edifici pubblici in zona distante da fagliazione superficiale del sisma 26 dicembre 2018 (c.d. ed “zona bianca”);
  7. Ordinanza n.10 del 20.07.2020 con la quale si concedono contributi alle imprese che hanno subito una diminuzione di reddito nel semestre successivo al sisma, nella misura del 70% della riduzione accertata e con il limite massimo di euro 75.000;
  8. Ordinanza n.11 del 22 luglio 2020, con le quali si erogano contributi per la riparazione/ricostruzione di 7 chiese nell’intero territorio, in zona distante da fagliazione superficiale del sisma 26 dicembre 2018 (c.d. ed “zona bianca”);
  9. Predisposizione di proposte di modifica legislativa (tra le quali sanatoria dei taluni “abusi edilizi”, delocalizzazione, compatibilità con il sisma bonus, proroga dello stato di emergenza, etc.), contatti con Governo, Parlamento, Regione Siciliana, Protezione Civile ed altre autorità, finalizzati ad accelerare le procedure, adeguare la normativa vigente alle peculiarità del terremoto del 26 dicembre 2020, ottenere l’aumento dei fondi assegnati, allo stato ritenuti insufficienti al fabbisogno;

Motivi per i quali si è proceduto alla adozione di ordinanze limitate alla “zona bianca”

Come più volte ripetuto, manca nella zona terremotata lo studio di microzonazione sismica di terzo livello, già finanziato dalla Regione Siciliana ma non realizzabile in tempi brevi. Si è, pertanto, proceduto, grazie all’attività del settore “Area Geologia” della Struttura Commissariale, in collaborazione con i geologi del Genio Civile di Catania, a predisporre una mappa della fagliazione superficiale del sisma 26 dicembre 2018 che consentisse di individuare la Zona di Attenzione (c.d. “zona rossa”), ovvero l’area più vicina alla faglia e quindi più pericolosa, consentendo, nell’immediato, la ricostruzione in sicurezza in zona, lontana dalla faglia e quindi più sicura, di edifici con danni limitati.

Quando si potrà ricostruire in “zona rossa”

È in fase finale la redazione della relativa ordinanza; si rimanda in proposito a quanto ampiamente chiarito nel comunicato del 20 luglio 2020 (https://commissariosismaareaetnea.it/news/comunicato-del-20-luglio-2020/) nel quale si indicavano quali attività potessero, nelle more della pubblicazione dell’ordinanza, essere poste in essere, così da anticipare i tempi per la predisposizione dei progetti (studi geologici, individuazione del progettista e dell’impresa, acquisizione della documentazione di base). L’adozione dell’ordinanza risente non solo del periodo di forzata inattività per la pandemia da covid-19, ma anche del ritardo con il quale si è proceduto alla redazione della “scheda parametrica”, che consente di individuare automaticamente l’entità del costo dell’intervento di riparazione/ricostruzione (e conseguentemente del contributo), da parte di società al 100% pubblica alla quale era stato, mesi fa, commissionato tale incarico. Si procederà alla messa in mora e intanto l’ordinanza verrà pubblicata senza allegarvi la scheda ma di guisa da consentire la presentazione dei progetti utilizzando una scheda similare redatta dalla Struttura Commissariale

L’ordinanza riguarderà l’intero territorio, senza distinzione di destinazione d’uso, ma verrà incentivata la delocalizzazione delle costruzioni che insistono sulla faglia, verosimilmente una cinquantina.

Il rilascio del titolo edilizio è di competenza dei Comuni ed il Commissario provvederà solo, successivamente, alla corresponsione del contributo secondo le priorità indicate dalla legge e nei limiti delle somme assegnate che, allo stato, appaiono inferiori al fabbisogno e verranno erogate in più anni, fino al 2023;

Tutta l’attività relativa alla ricostruzione, fino al rilascio del titolo edilizio, è quindi affidata ai privati, ai loro tecnici, ai Comuni e, ove del caso, agli altri organi regionali competenti in materia. Solo successivamente il Commissario erogherà il contributo.

Perché si è atteso per avviare la ricostruzione in zona rossa?

Attesa la mancanza della microzonazione sismica, si è effettuato uno studio accurato della situazione del territorio non potendosi consentire di ricostruire semplicemente gli edifici danneggiati senza indicare, sia pure in linea generale, le modalità da seguire per la ricostruzione. Sul punto, di recente si è avuto parere da parte della Protezione Civile Nazionale, che ha confermato la correttezza formale e sostanziale delle procedure adottate dal Commissario.

Cosa si intende per “abitazione principale”?

La legge specifica che ha da intendersi abitazione principale quella nella quale si dimora abitualmente e si abbia la residenza anagrafica; i due elementi devono coesistere e non possono essere dimostrati altrimenti.

Quanto durerà il CAS?

La legge prevede che, al cessare dello stato di emergenza, al dicembre 2020, l’assistenza alla popolazione passerà dal Commissario per l’emergenza al Commissario per la ricostruzione. Non si avrà, pertanto, una prosecuzione del CAS, ma potranno essere adottate misure diverse, eventualmente simili al CAS ma basate su diversi presupposti. Al cessare dell’emergenza, il costo del CAS passerà al fondo per la ricostruzione, che vedrà cosi ulteriormente ridotte le proprie disponibilità. Si è richiesto un intervento legislativo che consenta la proroga dello stato di emergenza. È da tenere presente che la Struttura Commissariale avrà termine 31 dicembre 2021.

Non tutte le notizie relative all’attività della Struttura Commissariale, ivi comprese le ordinanze, vengono tempestivamente conosciute dagli interessati. Per quale motivo?

Tutte le notizie, ivi comprese le ordinanze, i comunicati, i decreti, sono pubblicate sul sito del commissario “https://commissariosismaareaetnea.it/” ed hanno efficacia giuridica da quel momento. Sta agli interessati consultare regolarmente il sito che, come da tutti riconosciuto, è completo e ben leggibile. Le ordinanze sono altresì pubblicate agli albi dei comuni interessati; ordinanze e comunicati sono trasmessi ai Comitati dei Terremotati che provvedono regolarmente a pubblicarli. La stampa, la televisione locale e l’informazione on-line, comunicano regolarmente le notizie d’interesse comune. Si è peraltro chiesto, tramite i comitati, agli esercenti pubblici delle zone terremotate, di comunicare la propria email alla quale l’Ufficio avrebbe inviato ordinanze e comunicati, ma allo stato nessuno si è reso disponibile.

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