COMUNICATO n. 64 del 26 agosto 2022

Criticità e suggerimenti

Si segnalano qui di seguito le criticità più frequenti che ritardano l’istruzione delle istanze di ricostruzione ed i suggerimenti per superarle: allo stato le pratiche pendenti sono suddivise così come segue:

In istruzione ai Comuni: 182;  al Genio Civile, Soprintendenza e Parco dell’Etna: 20; alla Struttura Commissariale: 14.

Si sono esaminati i motivi che ritardano l’istruzione delle pratiche.

1) Dagli Uffici Sisma dei Comuni si segnala che le pratiche presentate dai tecnici privati sono spesso prive di requisiti fondamentali che ne consentano l’istruzione e che alle richieste di integrazione si dà risposta, sovente incompleta, con notevole ritardo. La trasmissione dei progetti al Genio Civile ed alla Sovrintendenza, che potrebbe essere effettuata in pochissimi giorni, viene fatta dai tecnici in taluni casi con mesi di ritardo. L’adeguamento del computo metrico, che consente di ottenere un contributo più elevato, viene effettuato talora dopo mesi invece che a distanza di pochi giorni, così come dovrebbe avvenire atteso che si tratta di adempimento non impegnativo.

Senza volere generalizzare, quanto sopra è stato riscontrato da questo Ufficio in numerosi casi.

Si ritiene  opportuno, pertanto, che di eventuali ritardi vengano messi  a conoscenza i committenti, al fine di consentire loro gli opportuni interventi e di conoscere i motivi che rallentano l’esame delle pratiche; a tal fine si invitano gli interessati a comunicare a questa Struttura Commissariale ed agli Uffici Sisma dei Comuni il loro indirizzo email personale e l’attuale effettivo recapito: verranno informati direttamente dell’andamento delle pratiche, delle richieste degli Uffici e di eventuali ritardi. Resta ferma la possibilità di contattare via telefono l’Ufficio Commissariale per avere notizie, sollecitare pratiche, richiedere di conferire per problematiche particolari.

Per il futuro si è concordato con gli Uffici Sisma che nei casi più sopra indicati si procederà a sollecito formale e quindi, in caso di ulteriore ritardo, la pratica verrà accantonata e ripresa in esame solo non appena dai privati si adempirà agli adempimenti richiesti e in base a nuovo ordine cronologico. Ciò eviterà, si spera, ritardi ingiustificati e consentirà un più rapido esame delle pratiche complete, penalizzando sul piano dei tempi quelle incomplete.

2) Circa il 30% delle pratiche è sospeso in attesa di sanatoria: l’Ufficio continua a sollecitare agli uffici comunali  la loro evasione, ma in taluni casi l’attuale normativa ne impedisce la concessione a meno di modifiche legislative a livello nazionale più volte vanamente richieste. Non potendosi ulteriormente attendere, tali ultime pratiche, segnalate dai Comuni, verranno accantonate dalla Struttura Commissariale e non rigettate, ad evitare che, in caso di modifica legislativa, abbia a rinnovarsi la pratica, ma le somme già accantonate verranno utilizzate per soddisfare istanze che non troverebbero copertura per mancanza di fondi. Occorrerà richiedere un intervento legislativo non appena rinnovate le Camere.

3) I lavori possono essere svolti solo da imprese iscritte all’Anagrafe Antimafia  di Roma: le istanze che vedono l’attribuzione dell’incarico della esecuzione dei lavori a imprese prive di tale iscrizione non possono essere accolte.

Laddove l’impresa non provveda a rinnovare l’iscrizione nel corso dei lavori, questi non potranno continuare ma dovranno essere sospesi per espressa previsione legislativa così come già verificatosi in più occasioni. Occorre controllare, dai committenti, che l’impresa sia iscritta all’anagrafe e che l’iscrizione permanga nel corso dei lavori.

4) Al 8 agosto 2022 le istanze di contributo presentate ai sensi dell’ordinanza 48, in vigore dal 29 aprile scorso, e che comprende anche le seconde case, erano solo 2: si ricorda che tali pratiche verranno trattate con procedura “a sportello”, e cioè in ordine cronologico senza alcuna distinzione in ordine alla destinazione d’uso, e che, in considerazione della limitatezza dei fondi a disposizione, non tutti gli edifici danneggiati potranno ottenere contributi a meno di un  incremento del finanziamento statale. Occorre sollecitare i tecnici perché le pratiche complete vengano presentate al più presto.

5) In alcuni casi, nonostante siano stati erogati i contributi richiesti, non si è dato inizio ai lavori a distanza di tempo, sinanco di 1 anno. Si ricorda che i tempi per iniziare e concludere i lavori sono indicati nelle ordinanze e pertanto, tranne il caso di proroghe per giustificati motivi, potrà procedersi alla revoca del finanziamento per l’utilizzazione delle relative somme in favore di altri aventi diritto.

6) Le pratiche “sisma bonus” non sono di competenza dell’Ufficio, che si limita a rilasciare l’attestato che consente di fruire del  c.d. “sisma bonus 110+50” (ad oggi 54) e a finanziare personale comunale  per l’esame delle stesse.

7) Nessuna competenza ha l’Ufficio in ordine a problemi, più volte segnalati, nei rapporti tra committente e tecnico.

8) Come più volte comunicato in precedenza, l’Ufficio è sempre disponibile a fornire supporto e suggerimenti: si potranno richiedere chiarimenti per telefono, richiedere appuntamenti con i tecnici o con il Commissario laddove si tratti di problematiche particolari di carattere non tecnico e di sua competenza, proporre quesiti tramite lo sportello del cittadino. Non potrà riceversi il pubblico se non previo appuntamento.

9) Al fine di ottenere la corresponsione dell’anticipo sui lavori è necessario avere stipulato fidejussione bancaria o assicurativa; si tratta di contratto al quale la Struttura Commissariale rimane estranea, essendosi limitata a favorirne le possibilità di stipula con apposite convenzioni con ANIA ed ABI. Allo stato le banche aderenti sono Banca Agricola Popolare di Ragusa, Unicredit, Credit Agricole (ex CREVAL-Credito Siciliano). Le modalità della stipula e i documenti da presentare variano a seconda dei contraenti, ma sono in linea con quanto previsto  ordinariamente nei contratti bancari ed assicurativi. Il costo è di norma intorno all’1%, ma può variare in base alla situazione dei contraenti e dei tassi praticati: si tratta di un rischio che banche e società assicurative assumono e che va quindi retribuito.

IL COMMISSARIO STRAORDINARIO

                                                                                                                   Dott. Salvatore Scalia

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