Visto che non sarà necessario attendere la microzonazione, perché non è possibile oggi anticipare un’ordinanza per la ricostruzione anche della zona rossa, indicando nella stessa le maggiori e attente indagini geologiche necessarie, tale che la ricostruzione possa partire per tutti negli stessi tempi e senza discriminazioni fra i terremotati anche in termini di risorse?

4 Maggio 2020

In assenza di studi di microzonazione sismica MS di terzo livello ed al fine di non rallentare la ricostruzione, stiamo procedendo ad analizzare il territorio con i mezzi e le conoscenze scientifiche oggi disponibili. Inizialmente abbiamo individuato una zona “rossa” molto ampia, che contiene le faglie che si sono attivate nel corso del sisma del 26 dicembre 2018 fino ad una distanza di 200 metri da ogni faglia. Questa prima mappatura è ispirata a criteri di massima prudenza e si utilizza nella prima fase di studio in cui la posizione delle faglie non è stata ancora determinata dappertutto con precisione.

Una volta fatto ciò, abbiamo iniziato ad esaminare nel dettaglio la zona rossa sopra indicata, individuando la posizione delle faglie e le relative zone di maggiore pericolosità. Questo lavoro è ancora in corso ed è sviluppato insieme con i geologi del Genio Civile di Catania ed in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana. Questo lavoro è già a buon punto, ma non è ancora terminato, per cui non è ancora possibile promulgare un’ordinanza che consenta la ricostruzione in queste aree a più alto rischio sismico.  Tuttavia, i cittadini le cui case si trovano in zona rossa e che quindi non possono ancora procedere con la riparazione del loro immobile, beneficeranno del risparmio di risorse finanziarie prodotto dall’ordinanza “danni lievi” in zona bianca, che ridurrà le spese del CAS.