Sono proprietario, non residente, di immobile danneggiato dal sisma del 26 dicembre 2018: quale è la mia posizione nei confronti della normativa in materia di ricostruzione? Posso procedere autonomamente alla esecuzione delle opere?

11 Marzo 2020

La posizione dei non residenti non è differente rispetto a quella di tutti gli altri soggetti danneggiati dal sisma: laddove si intenda accedere ai contributi occorrerà uniformarsi alle direttive del Commissario; in caso contrario si procederà secondo il normale iter previsto per le opere edilizie nell’ambito del territorio comunale.

È da considerarsi, però, che l’erogazione dei contributi verrà effettuata nei limiti delle risorse finanziarie rese disponibili nel fondo per la ricostruzione di cui all’art. 8 della legge 55/2019, pari a complessivi 237,05 milioni di euro, che verranno erogati in più anni, sino al 2023, salvo ulteriori finanziamenti futuri.

L’art. 9 comma 1 della legge 55/2019 come modificato dalla legge 156/2019 prevede che la priorità ai fini del riconoscimento dei contributi, e quindi nell’esame delle relative pratiche, segue il seguente ordine relativo ad immobili classificati mediante le schede AEDES con esito b-c-e:

1) Immobili adibiti ad abitazione principale ai sensi della legge 214/2011 (coloro che anagraficamente risiedono nell’immobile ove INOLTRE dimorano abitualmente);

2) immobili concessi in locazione, comodato etc. con contratto registrato alla data dell’evento sismico del 26 dicembre 2018, a condizione che il conduttore vi abbia residenza anagrafica;

3) parti comuni di edifici nei quali, alla data dell’evento sismico del 26 dicembre 2018, era presente una unità immobiliare di cui ai precedenti capi;

4) immobili adibiti ad attività produttive o commerciali;

5) Tutti gli altri immobili.

E’ da considerarsi che le somme stanziate vengono, altresì, destinate alla ricostruzione di edifici pubblici, ivi comprese le chiese, ai contributi alle imprese, alle spese di funzionamento della struttura commissariale, all’assunzione straordinaria di personale nei comuni, a contributi ai comuni per TARI non incassata, al funzionamento della struttura antimafia etc. I contributi per i non residenti verranno, quindi, trattati per ultimi e nei limiti delle risorse residue, se esistenti, o di futuri finanziamenti. Anche i non residenti comunque beneficiano, di fatto, delle importanti risorse umane che i comuni stanno assumendo a seguito di ordinanza commissariale che ha già stanziato le relative somme.